Il mondo non è colori
La "realtà" di chi vive in occidente.
Purtroppo e per fortuna, noi che siamo cresciuti in Occidente, in quella che chiamano la parte giusta del mondo, cresciamo con una visione distorta della realtà.
Viviamo immersi in una bolla di fantasia che difficilmente può essere chiamata vita. Penso che col passare del tempo, in particolare dopo la Seconda guerra mondiale, la maggior parte delle persone non sia più entrata in contatto con un disagio reale.
Se da un lato questo ha portato benessere economico e un tenore di vita più alto, dall’altro ha causato un appiattimento della nostra sensibilità verso le cose del mondo e verso la stessa specie umana. Una sorta di egoismo universale che ci ha contagiati uno a uno, privandoci della capacità di interagire davvero con gli altri e di restare colpiti da ciò che, pur non toccandoci da vicino, ci appartiene in quanto esseri umani.
Ci siamo abituati a un mondo a colori fatto di shopping compulsivo, ristoranti, viaggi e vacanze.
Tutto questo di per sé non credo sia sbagliato; se se ne ha la possibilità, è giusto vivere la vita come meglio si crede. Il problema, a mio avviso, è che senza una consapevolezza più profonda tutto questo porta a un’alienazione totale. Ognuno resta chiuso nel suo mondo, focalizzato solo sulla propria persona, mentre fuori tutto va a rotoli.
Quando faccio riflessioni di questo tipo, mi sorge sempre la stessa domanda: cosa posso fare io, nel mio piccolo?
Tanti, probabilmente la maggioranza, penserebbero “niente” e tornerebbero a occuparsi della propria vita, ignorando ciò che accade intorno. Eppure, basterebbe fermarsi un istante, nonostante i mille impegni, per osservare ciò che ci circonda con tutti i nostri sensi. Un attimo di presenza e consapevolezza che, se fatto da tutti, potrebbe riaccendere qualcosa dentro di noi.
A volte però penso anche: in fondo non è colpa “loro”. Non è colpa di nessuno. Chi tira le redini ha creato la società del consumismo proprio per tenerci occupati, mentre nel mondo succede di tutto.
Scrivo questo mentre mi trovo dall’altra parte del pianeta e vedo che, di nuovo e per l’ennesima volta, le scelte di chi decide sono sempre dettate dall’ego, dalla sete di potere e dalla sottomissione di altri popoli.
Spero che ognuno, nel proprio piccolo, ogni tanto si fermi a pensare a queste cose.





